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La vita che prende una piega inaspettata, decisioni improvvise, grandi cambiamenti, nuove sfide. Accade a tutti. Ogni storia però prende il suo originalissimo colore, vira prepotente sui desideri più profondi e riprende, dopo qualche sussulto, il suo corso.

E’ quello che emerge dalla storia di Annaurora, che dal Salento si è trasferita a Como e sta costruendo una nuova vita. Parla con calma, Annaurora, dà peso ad ogni singola parola. A volte sospira o sgrana gli occhi, altre si sofferma a lungo su quello che ha da dirmi, ritorna su quello che ha detto e mi avvisa: “Aspetta, questo voglio raccontartelo meglio”.

I capelli ricci scendono morbidi su un viso che sorride e comunica energia e voglia di vivere. Si definisce “una piccola donna” per via della statura, ma in realtà è donna di statura nei sentimenti, nei progetti e negli obiettivi che in parte ha già raggiunto.

Ciao, grazie per il tempo che hai deciso di dedicare a me e ad #occhidiragazze. Raccontami chi sei e qual è la tua storia.
Sono Annaurora, ho 40 anni e vivo a Como. La mia è la storia di una piccola donna, una donna in miniatura che si sente grande, anche se non cresciuta del tutto: ci sono dei lati di me che devono ancora emergere. Per lavoro ho scelto di lasciare la mia terra e di trasferirmi a mille chilometri di distanza dai miei affetti, dalle amicizie e dai luoghi a me cari. Mi sono trasferita a Como 9 anni fa, ma per 31 anni ho vissuto in un paesino del Salento in provincia di Lecce. Sono sempre stata una persona capace di adattarsi alle situazioni e non ho mai faticato a farmi nuove amicizie, ma i primi tempi a Como – e in Brianza – è stato molto difficile ambientarmi e cominciare una nuova vita. Forse uno dei miei limiti è stato quello di sentire questo posto come temporaneo e per questo credo di non essere mai riuscita a staccarmi completamente dai miei luoghi d’origine e dagli affetti. Una difficoltà che mi ha limitato anche nei legami che ho costruito qui. Qualcosa comunque sta cambiando e oggi, in questo particolare momento della mia vita, sono ad un bivio. Sento che la mia anima è divisa in due e sto vivendo una vera e propria metamorfosi.

Una nuova dimensione di vita e tanta nostalgia per la propria terra d’origine. Ma sono sicura che c’è qualcosa di positivo nella scelta di stabilirti a Como. Immagino che il lavoro, ad esempio, ti dia la possibilità di metterti alla prova e di affermare te stessa. E’ così?  
Si, ovviamente. Tutto ruota attorno al lavoro che mi ha portata qui. Lavoro per Poste Italiane e il mio primo incarico è stato quello di portalettere. L’ho fatto per quattro lunghi anni. E’ un lavoro che ti porta ad essere fuori per la maggior parte della giornata, in giro con un mezzo e in un ambiente e in un clima spesso nuovi per chi comincia. Per me, da salentina, è stato difficile affrontare la neve, il ghiaccio e il gelo dei rigidi inverni brianzoli. Ma ci ho fatto l’abitudine, mi sono fatta forza e non mi sono arresa. Ogni mattina, quando preparavo la posta e partivo per le consegne, dicevo a me stessa che le difficoltà sarebbero finite e che sarebbe arrivato il momento in cui avrei trovato l’energia per mettermi ancora in gioco. In realtà, dopo poco tempo ho capito quanto fosse bello il lavoro di portalettere. Si conoscono con persone di ogni genere, di strato sociale, sesso e provenienza. Per certi versi è quasi imbarazzante perché si entra nella vita delle persone e occorre farlo in punta di piedi, con molta delicatezza. Qualche volta mi sono sentita catapultata nella casa e nella storia delle persone e ne ho scoperto le abitudini. I volti mi sono diventati familiari e forse anche il mio lo è diventato per molte delle persone cui consegnavo abitualmente la corrispondenza. Un’esperienza bellissima!
Poi la svolta, l’opportunità che aspettavo. Ho partecipato ad una selezione interna di Poste Italiane che mi ha permesso di salire di livello e oggi sono un consulente finanziario dell’azienda. In realtà non avrei mai immaginato di diventare un venditore, è un risultato che si pone lontano anni luce dai miei studi. Mi sono diplomata all’Istituto tecnico per geometri di Lecce e, appena diplomata, ho fatto il praticantato di geometra e ho lavorato diversi anni nel settore. Il mio presente prevede invece che io sia quella figura che, per Poste Italiane, informa i potenziali clienti e vende prodotti di finanziamento, assicurativi o investimenti. Questo nuovo incarico ruota attorno all’empatia che stabilisco con le persone che ho di fronte. Mi immedesimo talmente tanto con il cliente che ho davanti da sentirmi io stessa dall’altra parte. Sta in questo probabilmente la chiave delle gratificazioni che sto avendo nel mio lavoro.

Dal tuo lavoro di geometra alla consulenza finanziaria: com’è avvenuto esattamente questo passaggio?
Ho lavorato per sette lunghi anni per una grossa azienda del mio paese. Avevo costruito pian piano una posizione stabile, poi da un giorno all’altro mi è stato comunicato che il mio contratto non sarebbe stato più rinnovato. Non sapevo che pesci prendere! Ho trovato un impiego temporaneo presso un’altra azienda privata del mio paese fino a quando non mi sono ritrovata qui, all’improvviso, grazie ad un’esperienza di lavoro maturata molti anni prima. Appena diplomata infatti avevo lavorato con un incarico trimestrale proprio per Poste Italiane: quella breve esperienza permetteva di entrare in una graduatoria nazionale per eventuali assunzioni a tempo indeterminato. Finiti i tre mesi io non ho più pensato a quella possibilità, finché 12 anni dopo mi si è letteralmente materializzata davanti, insieme all’assunzione a tempo indeterminato. Naturalmente non ci ho pensato su due volte, sono partita e ho preso servizio nella stessa provincia dove avevo lavorato allora, cioè Como. All’epoca scelsi questa città perché ci vivevano i fratelli di mia madre e così, fresca di diploma, trovai ospitalità da loro. Ed oggi, (ri)eccomi qui!

Oggi sei anche una persona nuova, una donna che si misura con esperienze gratificanti. Perché all’inizio dicevi che la tua anima è divisa in due?
Dicevo della mia anima divisa in due perché così è stata in questi ultimi nove anni, soprattutto perché ho avuto un fidanzato che per sua scelta è rimasto giù in paese quando sono partita per Como. All’inizio io non ho gli ho imposto una scelta, anzi, ho cercato di vivere la distanza che ci separava nel modo meno traumatico possibile, facendo coincidere i miei periodi di ferie con i suoi, trovando sempre i momenti migliori da trascorrere insieme. Però con il tempo qualcosa è cambiato: io ho cominciato a sentire l’esigenza di costruire qualcosa di più solido, di pensare seriamente ad un futuro insieme, ad una famiglia. Ho tentato di coinvolgerlo nella mia nuova vita, gli ho chiesto di trasferirsi qui, dove avrebbe trovato me e anche una nuova vita e nuove opportunità di lavoro, ma da parte sua non c’è stato alcun entusiasmo. Insomma, la risposta non è stata quella che mi sarei aspettata. Anzi, il rapporto ha iniziato a sfilacciarsi e io a stancarmi di non vivere in coppia la quotidianità. Così la storia si è conclusa, qualche mese fa. Pensa che è durata vent’anni! Vent’anni sono metà della mia vita, anni che io ho vissuto con lui al mio fianco, con lui vicino o con lui nel mio cuore. La persona che ho amato. Ed ora mi ritrovo in un periodo di totale cambiamento.

Immagino, ma teniamo ben presenti alcuni punti: hai raggiunto degli obiettivi sul lavoro, hai la stabilità economica e il controllo della tua vita. Tutte tue personali conquiste. Cosa ti rende felice adesso?
Sicuramente la posizione lavorativa raggiunta. Svolgo con molta passione il mio lavoro di consulente finanziario e l’azienda mi offre formazione e aggiornamento continui. Negli ultimi tempi, inoltre, mi è capitato diverse volte di essere prima in Lombardia nelle vendite, al cospetto di colleghi più anziani ed esperti. Questo un po’ mi mette soggezione ma mi dà anche la carica per continuare a far bene.

Complimenti! Ne sei orgogliosa?
Beh si! Mi rende orgogliosa e felice portare avanti un’attività lavorativa che per me è stata una vera e propria sfida, tanto era lontana dagli studi che avevo fatto. Dal punto di vista personale, invece, sono orgogliosa dei cambiamenti che sto vivendo. Dopo la fine della mia storia d’amore e dopo quasi dieci anni qui, sento che sta cambiando l’idea che ho della città che mi ospita. Ho deciso che voglio trasformare questo luogo da dimora temporanea a mia terra adottiva. Una decisione che comprende anche l’acquisto di una casa tutta mia a Como, un progetto su cui voglio concentrare tutta la mia attenzione per i prossimi mesi.

Mi sembra un bellissimo progetto! Ma visti i cambiamenti che stai realizzando, hai qualche timore, delle paure che rimangono in fondo al cuore?
Una mia paura ricorrente è quella di non poter condividere le mie scelte con le persone a me più vicine. Ma al momento non ha motivo d’essere perché tutto quello che sto vivendo negli ultimi mesi sta trovando l’appoggio delle persone a me più care. Dalla relazione che si è conclusa, al mio lavoro qui fino al progetto della nuova casa: i miei genitori e miei amici, tutti mi incoraggiano a perseguire i miei obiettivi, ad andare avanti. Sarebbe terribile non poter contare su di loro!

Pensa a cosa ti ispira la parola futuro. Come immagini il tuo futuro?
La parola futuro mi ispira tranquillità. Tra vent’anni mi vedo come una persona serena che ha raggiunto l’apice della sua attività e che vive una vita di piccole gioie. Penso anche ad una famiglia tutta mia, naturalmente. Chissà! Per un secondo ho chiuso gli occhi per immaginare il futuro e ci ho visto il Lago di Como con le montagne sullo sfondo. E’ come se una parte inconscia mi dicesse che il mio futuro, anche tra vent’anni, sarà in questi luoghi, a Como che ormai mi ha adottata ed è la mia città.

E tu? Quali cambiamenti hai affrontato? Quali sfide ti aspettano? Quale sarà il tuo futuro? Sono sicura che hai una storia da raccontare e io sono pronta ad ascoltarti. Scrivimi a occhidiragazze@gmail.com.

#Occhidiragazze è un lungo racconto di storie straordinarie di donne normali. E’ un viaggio narrato attraverso l’hashtag #Occhidiragazze in cui trovano spazio gli sguardi delle donne che ho la fortuna di conoscere o che il caso mi fa incontrare, ma anche le storie delle amiche che fanno parte della mia vita, delle nonne, delle mamme, delle bambine e dei loro occhi di ragazze.

Ti aspetto,
Alessandra