Seleziona una pagina

Marina è una bellissima e giovane donna dai capelli scuri, lunghi e mossi. Ha un sorriso aperto e sincero che ti mette di buon umore. Gli occhi nerissimi brillano di luce e quando lei parla rivelano tutte le sue emozioni.

Marina è trasparente come acqua e ti apre il suo cuore, è sincera e schietta anche nel rivelare i suoi timori. Ed è affettuosa ed espansiva come la città da cui proviene, Napoli.

Mi chiamo Marina, tra qualche mese compirò quarant’anni, sono mamma di due gemelli di 12 anni e sono una moglie. Attualmente lavoro come commessa part time in un negozio di abbigliamento a Roma, per 400 € al mese. Lavoro anche il sabato e la domenica e tutte le festività. Ad ogni inizio mese, dopo che mi hanno pagato, sono di pessimo umore perché m’illudo sempre che la situazione cambi. Invece non cambia niente e io mi sento in un vicolo cieco.
Quando avevo 20 anni guardavo ai 40 come un’età in cui avrei raccolto dei frutti. All’epoca lavoravo in un negozio di abbigliamento a Napoli, la mia città d’origine: avevo un contratto regolare e un buon stipendio, mi pagavano un milione e duecentomila lire. Ora, a 40 anni, riguardo indietro e penso agli ultimi 15 anni: mi sono sposata e sono diventata mamma, ma come professione non mi ritrovo nulla in mano.
Qualche anno fa ho frequentato anche un corso per estetista riconosciuto dalla Regione Lazio. E’ costato diverse migliaia di euro, ma mio marito ci teneva che mi realizzassi nel lavoro e mi ha incoraggiato a seguire il corso e a non mollare. Io ci ho creduto molto e mi sono impegnata per conseguire il diploma. Pensavo al futuro, considerando che il settore dell’estetica va per la maggiore e che le estetiste sono richiestissime. Così dopo il diploma, mi sono proposta nei centri estetici, ho bussato a molte porte, ma senza successo. Ho scoperto che sono troppo vecchia per questo lavoro. Cercano ragazze giovanissime e comunque donne senza impegni familiari che le condizionino, disponibili per tutta la giornata lavorativa e per compensi vergognosi e a nero. Ho provato per qualche tempo, ma poi ho preferito mollare perché mi sono sentita ferita nella mia dignità di persona.
Sono disillusa e amareggiata. Dieci anni fa, quando siamo arrivati qui a Roma, avevo tante speranze. Sognavo che avrei trovato una buona occupazione, che sarei andata a vivere in città, vicina alle mille opportunità che Roma può offrire. Invece nulla si è avverato, anzi: non solo non è andata bene con il lavoro, ma viviamo distanti da Roma, in una località periferica dove lo stile di vita è quello di un centro piccolo, chiuso alle novità e privo di stimoli e divertimenti. Di buono però c’è che sono abbastanza vicina alla mia amata Napoli e posso raggiungere la mia famiglia una volta al mese e fare il pieno di vita e di mare.
Oggi sto imparando a prendere le cose con leggerezza, senza aspettarmi niente. Vivo gli attimi, colgo il bello delle cose e non penso al domani. Voglio vivere oggi, senza pensare e senza fare programmi. Accolgo tutto quello che arriva, con filosofia e un pizzico di ironia. La felicità, in questo modo, mi fa visita più spesso.

La felicità

Sono concentrata sui miei figli: mi gratifica prima di tutto la loro felicità. Se loro sono felici, io sono felice.
Un’altra cosa che mi rende molto felice è tornare a Napoli, soprattutto nel quartiere che frequentavo da ragazza. E poi vedere il mare e il meraviglioso Golfo di Napoli. Il mare mi dà una sensazione di serenità e mi apre il cuore. Vedo tanta bellezza e mi emoziono.
Quando trascorro qualche giorno a Napoli mi sento felice anche solo per il fatto di conoscere tutte le vie, di sentire parlare le persone con quella cadenza così calda e familiare. Mi sento un tutt’uno con quei posti e parte integrante della mia gente. Cammino nei vicoli di Napoli e sento l’odore delle rosticcerie o il profumo che viene dalle case e indovino cosa stanno preparando. Ritorno nelle stradine che portavano alla mia scuola o che percorrevo con le mie amiche per andare in spiaggia. Allora sono felice. Anche se queste cose appartengono al passato, riescono ancora a farmi star bene. Sento di appartenere a questo posto, mi ci riconosco e Napoli mi accoglie ogni volta a braccia aperte.

L’orgoglio

Mi rende orgogliosa la mia famiglia, i miei ragazzi, mio marito, noi quattro. Sono orgogliosa quando parlo con gli insegnanti dei miei figli e mi dicono che sono dei ragazzi educati, che studiano e che non si può che parlar bene di loro.
Sono orgogliosa di aver cresciuto i bambini sempre con mio marito a fianco, orgogliosa perché noi quattro riusciamo comunque a fare un sacco di cose con un solo stipendio. E sono orgogliosa anche del fatto che io e mio marito, nonostante dei momenti molto difficili, siamo riusciti a superarli e siamo ancora uniti. E poi sono orgogliosa della mia autonomia. Stando lontana dalla mia famiglia, ho imparato a gestire tutto da sola o con mio marito, senza intrusioni o il contributo di altri. Ho imparato a cavarmela in tante situazioni, sono diventata una donna adulta, sono cresciuta e sono più forte e sicura di me.

Le paure

La mia paura più grande sono le malattie. Ho paura per me ma anche per le persone più care, i figli prima di tutto. Ho paura perché vedo tante persone, di qualsiasi età, ammalarsi e soffrire e poi, da un giorno all’altro, non ci sono più.
Ho paura anche di cose più veniali, come non riuscire ad arrivare a fine mese, o non riuscire a realizzarmi con una lavoro stabile. E siccome sono gelosissima, ho paura che mio marito possa invaghirsi di un’altra donna. Non so come ci starei e comunque ho paura delle conseguenze che una cosa del genere avrebbe sui figli e sulle famiglie a noi vicine.

Il futuro

Per il futuro sogno una casa al mare. Una casetta dove vivere e trascorrere momenti felici. Sogno che i miei figli si realizzino e trovino un lavoro di cui siano contenti.
E mi auguro che tutto prosegua bene, che tutte le persone a me care stiano in salute e che le mie amiche, anche se lontane, mi siano sempre vicine perché le considero parte della mia vita. E poi spero di avere sempre Napoli a poca distanza, perché possa tornarci tutte le volte che ne ho bisogno e mi accolga con il suo cuore grande e il suo sole bello. Non potrei mai farne a meno.

Il Golfo di Napoli e il caldo abbraccio della propria città natale sono vitali per Marina: qui può rigenerarsi e sentirsi felice, nonostante le delusioni degli ultimi anni. La sua forza sono gli affetti, i suoi ragazzi e il suo compagno di vita: insieme, tutti e quattro, sono cresciuti e cambiati adattandosi alla nuova vita alle porte di Roma. Forse il lavoro che sogna non è poi così lontano, forse è il percorso che ha fatto finora è quello che conta davvero.

E tu? Hai una città del cuore? Un progetto per il tuo futuro? Forse hai cambiato città per amore o per lavoro e quello che sognavi non si è avverato. Forse anche tu adesso stai concentrando tutte le tue energie sugli affetti, sperando che il futuro riservi opportunità sul lavoro e la possibilità di realizzarti. Forse anche tu hai un luogo dove tornare ed essere felice, anche solo per un po’.

Sono sicura che hai una storia da raccontare e io sono pronta ad ascoltarti. Scrivimi a occhidiragazze@gmail.com.

Occhi di ragazze è un viaggio narrato attraverso l’hashtag #Occhidiragazze in cui trovano spazio gli sguardi delle donne che ho la fortuna di conoscere o che il caso mi fa incontrare, ma anche le storie delle amiche che fanno parte della mia vita, delle nonne, delle mamme, delle bambine e dei loro occhi di ragazze.

Ti aspetto,
Alessandra