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Quando la mia bambina di dieci anni – frequenta la IV elementare – mi racconta che a scuola quel giorno ha studiato grammatica, io non nascondo un inaspettato (per lei) entusiasmo. “Di cosa avete parlato, qual era l’argomento?”, le chiedo. Lei alza gli occhi al cielo e sbuffa e io per catturare la sua attenzione esclamo: “La grammatica è poesia!”.

Non che questo sortisca l’effetto sperato, non subito almeno. Io però non mollo e le ricordo che conoscere le regole della grammatica e della lingua permette di sovvertirle, di giocarci e inventarsi scioglilingua, filastrocche e nonsense. Potranno essere efficaci, arguti, divertenti solo se avranno rimescolato le carte e le regole del gioco. A quel punto, forse solo per un secondo, mi ha davvero prestato attenzione. Forse è solo una gocciolina nel mare della lingua, ma che soddisfazione quando mi chiede il significato di parole difficili e le cala poi nella sua esperienza di bambina, per farle spuntare fuori mentre ripete la lezione da studiare.

Tutto questo per dire che ogni piccola ma significativa iniziativa che inviti all’uso corretto della nostra lingua mi coinvolge sempre, al punto da entusiasmarmi.
E’ il caso, per esempio, della rubrica Italiano Espresso curata da Mariangela Galatea Vaglio.
Adoro il tono divulgativo e schietto che va subito al cuore dell’argomento, insieme alla chiarezza e all’ironia che rendono il tutto piacevolissimo e divertente.

Per ora Galatea ha pubblicato alcuni articoli dedicati al soggetto, alla virgola, all’uso del verbo, ai puntini di sospensione e all’uso del maschile e del femminile nella lingua italiana:

Ve li elenco:

Infine, per conoscere Galatea Vaglio segnalo i suoi libri “Didone, per esempio. Nuove storie del passato” e “Socrate, per esempio. Altre storie dal passato” e suoi blog:

Non volevo fare la prof
e
Il nuovo mondo di Galatea

Buona lettura,
Alessandra