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E’ vivo il ricordo di Amelia Rosselli a distanza di ventun anni dalla sua morte. La poetessa muore suicida l’11 febbraio 1996, anniversario del suicidio di Sylvia Plath, poetessa che la Rosselli aveva amato e tradotto.

Molti i contribui in rete. Tra questi, segnalo:

Amelia Rosselli: poesia, musica e matematica su Rai Letteratura, che così ne abbozza la biografia:

Nata a Parigi nel 1930 dall’esule antifascista Carlo Rosselli e da madre inglese, oltre che in Francia, ha vissuto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Rientrata in Italia nel 1950, si è stabilita a Roma, dove ha abitato fino alla morte, avvenuta l’11 febbraio del 1996. Ha compiuto studi di teoria e composizione musicale, che hanno influenzato al sua scrittura in versi, e ha svolto attività di traduttrice e giornalista. Il suo debutto italiano in poesia avviene nei primi anni ’60, quando Pasolini pubblica una scelta dei suoi versi sulla rivista “Il Menabò” (1963) seguita dallla raccolta poetica Variazioni belliche, 1964. In seguito ha pubblicato: Serie ospedaliera, 1969 contenente il poemetto “La libellula”, Documento, 1976 che raccoglie le poesie tra ‘66 e il ’73, Impromptu, 1981, Appunti sparsi e persi, 1983
Sleep, 1992. È autrice di versi anche in altre lingue, Primi scritti (1980) raccoglie testi in inglese, francese e italiano scritti tra il ‘52 e il ’63.

Aggiungo, a proposito di Sylvia Plath, il componimento 18 aprile, nella traduzione di Amelia Rosselli:

April 18

the slime of all my yesterdays
rots in the hollow of my skull

and if my stomach would contract
because of some explicable phenomenon
such as pregnancy or constipation

I would not remember you

or that because of sleep
infrequent as a moon of greencheese
that because of food
nourishing as violet leaves
that because of these

and in a few fatal yards of grass
in a few spaces of sky and treetops

a future was lost yesterday
as easily and irretrievably
as a tennis ball at twilight

Sylvia Plath, da Juvenilia, in The Collected Poems, Faber and Faber, 1981.

18 Aprile

la melma di tutti i miei ieri
marcisce nel cavo del mio teschio

e se il mio stomaco volesse contrarsi
per via di qualche esplicabile fenomeno
come una gravidanza o costipazione

io non ti ricorderei

o così per via del sonno
infrequente come una luna di gorgonzola
questo per via del cibo
nutriente per via di foglie viola
questo per via di queste

e in pochi fatali metri d’erba
in pochi spazi di cielo e cime d’alberi

un futuro morì ieri
facilmente e irrecuperabilmente
quanto una palla da tennis al crepuscolo

Traduzione di A. Rosselli da Traduzioni e autotraduzioni. Istinto di morte e istinto di piacere in Sylvia Plath, in L’Opera poetica, I Meridiani, Milano, Mondadori, 2012.

Articoli e approfondimenti su Amelia Rosselli:

La biografia e alcuni componimenti

La poesia? È difficile da ascoltare

Resti del corpo, resti della scrittura: la poesia di Amelia Rosselli

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