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R. ha splendidi occhi, castani e pieni di luce, e un sorriso irresistibile, come quello di una bimba. Lavora nella gelateria dove le mie bambine mangiano il loro gelato preferito e siamo, l’una per l’altra, volti familiari.

Una mattina di qualche settimana fa, in pasticceria, c’era un momento di calma ed è stata questa l’occasione per una piacevole conversazione, prima tra mamme, poi tra donne.
Ho chiesto a R. di raccontarmi di lei. Prima ha sgranato gli occhi, poi ha sorriso e si è raccontata così:

“Sono R., ho 42 anni appena compiuti, vivo a Genova. Sono una donna, di nazionalità albanese, mi sono trasferita in Italia quando avevo 20 anni. Ho avuto due figlie. Sono una donna di casa, donna di lavoro, amica, moglie. Sono una donna a tutti gli effetti. Si, a questo punto della mia vita mi sento una donna completa, una donna a 360°.
Lavoro in una pasticceria gelateria e mi piace un sacco. Mi sento molto, molto realizzata. Del mio lavoro mi piace avere il controllo di tante cose create e fatte da me, sempre con la guida attenta del titolare.
Insomma, sono una persona soddisfatta. Mi rende felice la mia famiglia: le mie figlie, mia mamma, mio marito, mia sorella. Tutto quello che comprende la sfera familiare. E poi, mi rende proprio orgogliosa essere una buona mamma. Lo dico con un pizzico di vanità, ma faccio di tutto per essere una buona mamma.
Penso a quando ero più giovane e avevo paura, tanta paura, di situazioni difficili che avrei dovuto affrontare. Ma è che non avevo abbastanza fiducia in me stessa, non credevo di poter realizzare tante cose e ora, a pensarci, ci rido un po’ sopra. Ora è tutto diverso e a questo punto della mia vita non ho più paura e non c’è niente che io non possa affrontare.
Penso anche al futuro, ma io mi sento già arrivata. Sogno un futuro brillante per le mie figlie, questo si. La famiglia era al primo posto tra i miei desideri e l’ho realizzata. Sul lavoro sono contenta, tranquilla e mi fanno lavorare bene e senza stress. Quindi quello che mi interessa ora sono le mie figlie. E soprattutto avere un buon rapporto con loro, cosa che di questi tempi non è facile”.

Sembra una storia di ordinaria normalità, quella di R. Ma ci sono dei punti preziosi nella sua narrazione: il viaggio dall’Albania verso il futuro, la gratificazione dei sentimenti, il poter sorridere oggi di antichi timori, il controllo che può avere sul suo lavoro. Tutti insieme rendono speciale la normalità di questa storia, perché è costruita passo dopo passo e ora rende il sorriso di R. luminoso e sornione.

La sua è una preziosa normalità, che ha il cuore pulsante negli affetti più cari e nella piena realizzazione di sé. Vicino al proprio cuore, lontano da tutto quello che è urlato e solo di moda. R. può vedere la sua felicità e viverla pienamente e ne è gratificata.

E tu, sei soddisfatta del tuo lavoro? Come definiresti la tua vita affettiva? Quale viaggio, fisico o emotivo, hai intrapreso per vivere la tua vita e poter raccontare la tua storia? Qual è oggi la tua normalità? Quale la tua dimensione? E quanto hai faticato per conquistarla e renderla tua, unica e speciale?

Sono sicura che hai una storia da raccontare e io sono pronta ad ascoltarti. Scrivimi a occhidiragazze@gmail.com.

Occhi di ragazze è un viaggio narrato attraverso l’hashtag #Occhidiragazze in cui trovano spazio gli sguardi delle donne che ho la fortuna di conoscere o che il caso mi fa incontrare, ma anche le storie delle amiche che fanno parte della mia vita, delle nonne, delle mamme, delle bambine e dei loro occhi di ragazze. Storie di donne da 0 a 99 anni.

Ti aspetto,
Alessandra