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Sono giorni bui e solo un un altissimo senso di civiltà può illuminare questo tempo.
La civiltà. E la poesia, luogo universale di incontro di ogni umanità.
Credo fermamente che l’accoglienza promuove per sua stessa natura l’antirazzismo e l’antifascismo.

Chi accoglie un migrante o un rifugiato compie un grande gesto di civilità e di responsabilità e diffonde i valori della fratellanza, della libertà, della partecipazione umana, della compassione. L’accoglienza è un atto umano, nel più alto senso del termine. Un atto da rivendicare con orgoglio.

In queste ore l’immagine della Statua della Libertà, che domina la baia di New York, è su tutti i giornali e sui social. E’ il simbolo mondiale dell’accoglienza. Sul suo basamento vi è inciso su rame un sonetto di Emma Lazarus, poetessa ebrea. “The New Colossus” – questo il titolo del componimento composto nel 1883 – celebra la “Madre degli esuli” e il benvenuto al mondo.

Ne riporto i versi più celebri:

Give me your tired, your poor,
Your huddled masses yearning to breathe free,
The wretched refuse of your teeming shore,
Send these, the homeless, tempest-tossed to me,
I lift my lamp beside the golden door!

Traduzione:

A me date
 i vostri stanchi, i vostri poveri,
le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi,
i rifiuti miserabili delle vostre spiagge affollate.
Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste,
e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata.


Per conoscere l’opera poetica di Emma Lazarus, segnalo di seguito alcuni approfondimenti: