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Il 9 gennaio del 1928 nasceva a Polignano a Mare Domenico Modugno
Padre dei cantautori italiani, attore di cinema e teatro, “Mimmo” è tra gli artisti più amati al mondo. Collaborò anche con Pier Paolo Pasolini, che scrisse il testo della sua canzone “Che cosa sono le nuvole?” e fu l’unico cantautore al quale il poeta Salvatore Quasimodo concesse l’autorizzazione a metter in musica due suoi testi: “Le morte chitarre” e “Ora che sale il giorno”.

Nel 1958 Modugno vinse il Festival di Sanremo con “Nel blu dipinto di blu”. La canzone fu scritta e composta da Domenico Modugno in collaborazione con Franco Migliacci. Fu presentata per la prima volta al Festival di Sanremo del 1958 dallo stesso Modugno e da Johnny Dorelli che vinse quell’edizione della Rassegna. Il successo della canzone, conosciuta anche come “Volare” – la parola che apre il ritornello –  fu tale che oggi è una delle canzoni italiane più famose al mondo, insieme a “‘O sole mio”. “Volare” è anche l’unico disco italiano arrivato al primo posto delle hit americane, dove rimase per tredici settimane. Un traguardo ineguagliato, una conquista, come recitava il titolo del settimanale “L’espresso” nell’agosto del 1958: “Modugno ha conquistato l’America”. Secondo i dati Siae, “Nel blu dipinto di blu” è la canzone italiana più eseguita al mondo dal 1958 ad oggi, con innumerevoli versioni nelle lingue più disparate.

Modugno raccontò che l’idea del ritornello Volare oh-oh gli venne una mattina guardando il cielo azzurro dalla finestra della sua casa di Roma, in compagnia della moglie Franca. Migliacci invece affermava che l’idea era venuta a lui, osservando il quadro “Le coq rouge” di Marc Chagall, e che solo in seguito ne aveva parlato al cantautore pugliese. In seguito Modugno affermò che, trovandosi a passeggiare nei pressi di Ponte Milvio con il paroliere, uno dei due (sostenendo di non ricordarsi chi dei due fosse stato) avrebbe pronunciato il verso «Di blu m’ero dipinto», e da lì si sarebbe poi sviluppato il resto del testo.

Quel che è certo è che Nel blu dipinto di blu segna l’inizio di una nuova era per la canzone italiana tradizionale: una rivoluzione del sentimento, dell’esecuzione canora, dell’interpretazione che spazza via quanto di vecchio e ingessato c’era stato fino ad allora. E non solo sul palco di Sanremo. Modugno, Mister Volare nel mondo, nell’interpretarla ha incarnato lo spirito italiano più puro e vitale, la passione, l’entusiasmo, la poesia. Ogni volta che l’ascolto o guardo il video su YouTube mi emoziona. La forza dirompente del ritornello e la ventata di vita che regala a chi l’ascolta sfuggono alla gabbia del tempo, sono irresistibili, intatte.

Nelle foto di quel Sanremo del 1958, Domenico Modugno che canta “Nel blu dipinto di blu” è ritratto nel momento in cui intona il ritornello Volare oh-oh! e apre le braccia, quasi le spalanca, ad imitare un volo nel blu. Un gesto rivoluzionario per l’epoca, folle, che conquistò la platea, entusiasmandola. Il pubblico lo acclamò sventolando fazzoletti bianchi. Fu un trionfo, meritato. Quelle braccia aperte invitano ancora al gesto del volo, portano nel vento e nel cielo azzurro, portano vita. Ancora oggi con Mimmo si può volare nel blu dipinto di blu.

P.S.
Segnalo qui un contributo di Rai Scuola in cui lo storico Giovanni De Luna ci aiuta a contestualizzare quanto accaduto a Sanremo nel 1958.