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Capita anche a voi di girare e rigirare, in un eterno ritorno, su pensieri sterili, incertezze e dubbi?
Ah, non mancano ipocondrie, stanchezza e vista offuscata sul futuro. Fortuna che se ne esce. A volte con un po’ a fatica, ma se ne esce.

Ecco, io sono in uno dei miei eterni ritorni, nel mio girare e rigirare, e mi dico: “prisencolinensinainciusol”!

Uno stato d’animo che ritrovo in un post del mio vecchio blog e che fotografa, manco a dirlo, la ciclicità di stanchezza mentale e ipocondrie annesse:

Una cosa ho capito da quando sono diventata grande: tutto passa, prima o poi. E’ solo questione di tempo. Passano la paura, il timore, la delusione, la stanchezza. Arriva sempre un momento in cui ti accorgi che tutto è lontano e dimenticato.
Passano anche le cose belle, si, ma sono quelle brutte a farci paura e a bloccarci. L’insicurezza, i timori, l’ansia impongono limiti che ci costringono, soffocano e feriscono. Eppure basta ricordare che passano, prima o poi.
Quando la paura o anche solo la stanchezza tentano di sopraffarmi mi ripeto come un mantra “Prima o poi passa”. Non è però una resa, un’attesa passiva. Ho imparato quali sono i miei punti deboli e quali invece la mia forza, so dove e quando spendere le mie energie per lottare, migliorarmi, realizzare i miei sogni. E ora che sono grande so anche quando tocca semplicemente aspettare.
Oh, non è che ora il suddetto mantra è un segno di saggezza o, peggio, di vecchiaia. Mica per niente! E’ solo una mia strategia very easy per affrontare i momentacci. Nient’altro. Per esempio, sono così stanca e sfibrata in questo periodo, che la stanchezza mi sembra dura e resistente come l’acciaio inossidabile. E la mancanza di tempo, poi: mi sembra un muro che mi si para davanti, ovunque mi giri. E che palle.
Tutte le mie energie sono per le mie bimbe, per la mia famiglia e per il resto faccio come posso. Però so che tutto quello che è negativo passa, prima o poi. Passa anche lo scazzo, l’insofferenza, l’impazienza. A volte li faccio passare anche subito, lo decido hic et nunc. Non sono mica tenera io!
Così se ho paura, se la fatica mi annebbia gli occhi e la percezione del futuro, se l’incertezza per il lavoro ammazza come il flit sogni di gloria e ingenue speranze, coltivo la serena certezza che questo prima o poi passa.
Bah, forse sto sul filosofico andante, o forse è un perfetto momento zen ma ancora non lo so. Sarà che tutti i nodi vengono al pettine o che anche l’occhio vuole la sua parte, chi lo sa.
O forse è solo tutto così difficile da dire e da spiegare che mi sa che sto più sul prisencolinensinainciusol. Ol rait!